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Da Venezia al Metaverso, Cookie Cookie 2.0: pratiche digitali e web-based performance di CryptoZR (Liu Jiaying) | Padiglione Lamerini

Le sperimentazioni artistiche del contemporaneo tendono verso nuove frontiere e CryptoZR: COOKIE COOKIE 2.0, inaugurata al Padiglione Lamerini in occasione della 59. Esposizione Internazionale d’Arte, ce ne da dimostrazione. La mostra, personale dell’artista CryptoZR (Liu Jiaying), riflette la logica imperante delle nuove tecnologie e indaga le tecnologie dei big-data e della blockchain quali linguaggi innovativi, valorizzando il potenziale di approcci intermediati e decentralizzati del sistema dell’arte.

Durante l’anteprima della Biennale abbiamo visitato la mostra, evoluzione di COOKIE COOKIE, presentata al Guardian Art Center di Pechino nel 2021, e curata da Li Zhenuha, da tempo interessato al tema della rivoluzione digitale, che gli è valso alcuni riconoscimenti come il premio Curator of the Year da parte di Art Power 100 nel 2014 e di TANC Asia Prizenel 2015, oltre a collaborazioni con il Barbican Center e Art Basel-Hong Kong.

Giulia Restifo, direttrice di THAT’S CONTEMPORARY, ha incontrato il curatore Li Zhenuha.

In foto

COOKIE COOKIE 2.0, installation view, 2022.

Giulia Restifo: Come hai incontrato CryptoZR (Liu Jiaying) e in che modo le vostre affinità di ricerca si sono declinate per la Biennale di Venezia?

Li Zhenuha: Ho conosciuto CryptoZR online nel 2020 attraverso il suo professore, Wu Jian’an, e successivamente abbiamo discusso sulla sua ricerca e sul processo di produzione del suo lavoro attraverso l’app di Tencent.
Il nostro progetto rientrava nell’ambito della “1st Annual METAVERSE Art @VENICE” ospitata presso l’Arsenale Nord, di cui CryptoZR è anche co-fondatrice. Come ho scritto nel mio saggio per CryptoZR, “Cookie Cookie 2.0, CryptoZR” dialoga perfettamente con i temi principali del progetto curatoriale di Cecilia Alemani e che sono apparsi a malapena nella loro forma più recente alla Biennale, come l’individuo e la Tecnologia, in cui Lu Yang è probabilmente l’unica artista in tutta la Biennale a che sta lavorando a questo tema, trasformando il suo corpo e il suo movimento in un corpo virtuale. Sono interessato a come le cose si sviluppano per gradi e, quando parliamo di alcuni argomenti nell’arte, a volte il modo in cui viene realizzato è fondamentale per capire quanto noi ci affidiamo alla tecnologia e cosa riguardo a ciò possiamo cambiare o mettere in discussione. Come affermava David Graeber, “la cultura non è tua amica”, e nemmeno la tecnologia. Se si riesce a capire come funziona CryptoZR, soprattutto attraverso la mostra, si può capire meglio in che relazione sono oggi le persone e la tecnologia. Per inciso, Cookie Cookie 2.0 è anche altamente educativa, grazie al racconto di CryptoZR riguardo la progettazione dell’opera specifica e delle metodologie utilizzate per realizzarla, i mezzi, le piattaforme e le relative risposte. La mostra di CryptoZR sarà un’ottima estensione della Biennale di Venezia di quest’anno, incentrata sul più attuale tema della Blockchain, sulle identità online e offline, sulle economie e meta-spazi e, tra gli altri temi, sulla decentralizzazione o sul consenso. Questo incontro serendepico non era previsto, ma è interessante, e degno di riflessione, che una mostra così reciprocamente affine abbia luogo nello stesso contesto geografico e culturale.

GR: Alcune delle opere presenti in mostra sono frutto della collaborazione di migliaia di persone, e sono volutamente incomplete, perché attualmente si soffermano a un momento di indagine che continuerà anche dopo il momento espositivo. Credi che, quando parliamo di Crypto Arte, blockchain e tecnologie web, resti uguale o cambi il concetto di “mostra”?

LZH: Oggi tutto ha una durata temporale!
Il lavoro di CryptoZR, come sempre, mette in discussione la durata, ad esempio “Red & Blue” termina dopo un anno. Il lavoro di CryptoZR è altamente partecipativo e ci possono esserci fino a milioni di persone coinvolte nel plasmare e costruire il risultato finale dell’opera, simile a quello che Joseph Beuys chiamava scultura sociale. Tuttavia, seppur tecnologie e relativi protocolli siano durevoli, alcuni software o applicazioni potrebbero non essere più aggiornati, quindi ci troveremmo davanti alla necessità di cambiare piattaforma o usarne altre per adattarci. Con questo, le persone capirebbero meglio che nulla dura per sempre in realtà, che tutto è temporaneo, sottile, presente nelle nostre vite e creato dalle persone per un momento.
Anche le mostre hanno una durata, ma desidero che le persone abbiano il loro tempo e il loro interesse per approfondire alcuni argomenti. Per me una mostra è come un labirinto, richiede tempo per avvicinarsi lentamente e assorbire le informazioni dagli artisti e dai curatori. In alcuni casi richiede anche una maggiore conoscenza di certe aree o questioni.
Sono più interessato alla sfida riguardante la presentazione di un NFT o della cripto arte in uno spazio fisico. Siamo alle porte del Metaverso e potremmo essere in grado di inventare dispositivi che aiutino a comprendere meglio la nostra presenza nel mondo reale e virtuale.

In foto

TopBidder Artbyss, Exterior View of TopBidder Gallery, 2021.

United we stand, 2022.

GR: Il Metaverso per CryptoZR è un luogo di incontro tra materiale e immateriale, infatti molte delle sue opere hanno sede lì. Il Metaverso è anche un luogo senza barriere o restrizioni e dove poter parlare più liberamente di economia, visioni e sociologia, è così?

LZH: Credo che tu ti stia riferendo a Crypto Voxels. Lì CryptoZR ha realizzato alcuni progetti a partire dal 2020, il primo è stato “Chi Jin”, poi “Top Bidder Artbyss” nel 2021 e “Point Zero” nel 2022. Ognuno di questi progetti ha una fonte, per esempio Minecraft o 2nd Life, e alcune applicazioni o siti internet sono la preistoria dell’era blockchain e hanno una relazione temporale con le Crypto Voxels. Il lavoro di CryptoZR opera sui metodi e sui media più rilevanti, il che è molto importante perché i media sono il messaggio. Ciò ci permetterà di comprendere meglio gli inizi dei metodi computazionali e il brillante futuro che le idee utopiche e i computer possono darci. Ma, come Black Mirror o Love, Death, Robots o Matrix, o Il pianeta delle scimmie, tutti cerchiamo di dare spiegazioni di un mondo binario nel presente o nel futuro. Nessuno è in grado di fornire micro aspetti dettagliati di come affrontiamo la tecnologia ordinaria, come se avessimo una visione o un risultato di tutto, ma nessuna narrazione di come lavoriamo e superiamo i dilemmi e le difficoltà del processo. Pertanto, credo che il lavoro di CryptoZR abbia un disperato bisogno di maggiore attenzione e che il metaverso abbia bisogno di più domande. Determinerà il percorso che seguiremo per raggiungere il risultato e dobbiamo percorrerlo con comprensione.
Rischio e profitto, un binomio perfetto: tutto ha un costo. Le persone nascono libere, ma la nostra società ha sempre bisogno di accordi, finché sei con qualcuno non sei libero, ma gli accordi nella nostra società sono lì per darci una migliore libertà, giusto? Risultato interessante!

GR: Il risultato espositivo sono una serie di video ma, i medium che utilizza l’artista per creare sono svariati. Secondo te qual è, se presente, la vera innovazione tecnologica che porta CryptoZR e l’NFT all’arte?

LZH: Il video è un risultato, non è necessario avere un portafoglio di criptovalute o un accesso a Internet per partecipare alla mostra dal vivo di CryptoZR. Il video e la mostra sono una vetrina per le progettazioni di CryptoZR, ma non sono la definizione dell’opera.
È il modo in cui il concetto di arte viene ridefinito, come nel caso della Fontana (Urinoir) di Marcel Duchamp che può aver cambiato completamente il modo in cui l’arte viene percepita e ha reso possibili altri e nuovi movimenti artistici.
Il pensiero critico di CryptoZR nel suo lavoro può anche arricchire la nostra conoscenza dell’economia, della società, delle comunità e di molti altri aspetti del nostro tempo.
Il lavoro di CryptoZR è altamente sperimentale e riunisce NFT, contratti intelligenti, marketplace, animazione, scultura, VR, scambi o trading, e altro ancora. Ciò che CryptoZR porta al mondo della cripto arte è la possibilità di materializzazione. Ciò che CryptoZR apporta al mondo dell’arte è una linea guida verso un possibile metaverso.

GR: Arriverà quel giorno in cui l’arte crypto avrà un tale peso concettuale da poterne parlare senza fare accenno al mercato?

LZH: Forse dobbiamo capire meglio i mercati. Opere come Top Bidder di CryptoZR, che seguono la nuova teoria economica Radical Markets, possono rappresentare il futuro del nostro tempo. L’arte si evolverà quindi con qualsiasi cosa accada nel nostro tempo, con nuovi materiali e nuovi concetti. Oggi è difficile inventare cose nuove e non sappiamo in quale direzione sia possibile andare. Ora che anche la definizione di arte viene continuamente revisionata da nuove ridefinizioni, come in ambito di genere, razza e più largamente della scienza, sono curioso di sapere cosa ci sarà dopo e cosa succederà. Conosciamo la storia in un modo che a volte non è in grado di prevedere il futuro, e la storia e la sua esistenza, i suoi racconti, la sua bellezza, ci suggeriscono che la narrazione storica non ha mai seguito un’unica forma, in continuità fino ai giorni nostri. Lo stesso vale per la modernità e l’interazione umana, dove i campi della psicologia, della biologia, dell’archeologia, della meccanica quantistica, dell’estetica e della sociologia hanno ancora bisogno di maggiore collaborazione e consultazione, e forse possiamo comprendere meglio il passato nel contesto di nuove progressioni, in cui storia e presente sono collegati. Abbiate fiducia in ciò che esiste, come il lavoro di CryptoZR, perché insieme possiamo fare la differenza e concepire altre possibilità.

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In foto

1. COOKIE COOKIE 2.0, installation view, Eyes, 2022.

2. COOKIE COOKIE 2.0, Eyes, 2022.

3. COOKIE COOKIE 2.0, Chijin Art Museum, 2022.